Pietro, uomo come me
| RACCONTI |
di barca, è in questi prodigi acquatici che il tuo profilo si ritaglia, bruno
di sole contro il verde del lago. E con queste avventure di marinaio
il tuo ritratto è gia compiuto, e attraverserà i millenni così, luce e ombre
crude, fissato entro precisi gesti e parole. Già questi gesti, queste
parole - Pietro - segnano il tuo limite.
Non sei stato un buon capociurma, quando il capitano dormiva
nella tempesta; neppure un buon nuotatore, quella notte che ti gettasti
dalla barca. Ma per questo tuo limite noi ti amiamo: perché troviamo
che combacia col nostro.
La tua fame di vita, di miracoli, il tuo gesticolare, la tua paura di
morire, il tuo coraggio di tradire li abbiamo dentro identici; e tuttavia
da te abbiamo ereditato anche quella sincera devozione muta di cane,
quel singhiozzare sincero al canto del gallo I’impazienza con cui correremmo al sepolcro, sull'alba, per vederlo fra i primi.
Come la nostra la tua storia è tutta qui, giocata su questo rosso e
nero della fede e del dubbio, su questo accendersi e spegnersi del faro
nella notte.
Ci martella la stessa frase con cui Lui perseguitava te ogni giorno:
"perché hai dubitato?". Pietro, fede; Pietro, fede... due nomi che
fanno risucchio in un dramma inestricabile.
Cos'è dunque, Pietro, questa parola entrata nella tua vita come un
cancro, astratta e sottile come il vento di breva, toccata proprio a te -
povero pescatore
avvezzo
a dire pesce, remo, catrame, a vivere solo
con le cose grosse che sporcano le mani?
Così, gia in questi miracoli del lago di te è detto tutto, perché un
uomo è un solo peccato, e il tuo è stato questo cocciuto resistere alla
luce, questo aggrapparti al tuo vecchio buon senso di marinaio. È stato,
infine, il tuo essere uomo, figlio di contraddizione e di paura, capace
di grandezza e di viltà.
Per questo ti amiamo, uomo Pietro. E per questo Lui ti ha dato a
noi per guida, povero bastardo come tutti.
Per chiamarti nostro capo non ci serve pensare che ti sei fatto crocifiggere
a testa in giù: ci bastava il tuo salto dalla barca, quella notte,
sul lago di Tiberiade.
“ da volete andarvene anche voi? “L. SANTUCCI
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