mm13_Incredulita_di_San_Tommaso.

È vivo!     Pietro e Giovanni corrono nel silen­zio della città ancora immersa nel sonno. I mer­canti tirano fuori le mercanzie per la giornata dopo il sabato di riposo. Il sole si sta alzando e inonda di luce la pietra color ocra di Gerusa­lemme. Tra gli stretti vi­coli di  Gerusalemme, pestando il selciato appe­na rifatto dal grande re Erode, il fiato corto, i due escono dalla città. Corro­no lasciando al loro fian­co la cava di pietra in disuso riutilizzata dai ro­mani.  I  pali verticali, come alberi rinsecchiti, svettano in alto, aspettan­do nuovi condannati. Il sangue rappreso tinge di rosso il legno scuro.

 

Carissimi,PREGHIERA_NEL_GETSEMANI

 

la Quaresima è il tempo forte per eccellenza della conversione e del ritorno a Dio.   Nella liturgia emergono continui richiami al sensocristiano del peccato, all'umile preghiera con cui se ne domanda perdono, alla carità operosa (digiuno ed elemosina) con cui si esprime la volontà di conversione.

Valorizzare questo tempo significa prendere coscienza della continua chiamata a riscoprire insieme sia la memoria del proprio Battesimo, sia il mistero della Pasqua di Cristo e della nostra Pasqua uniti a Lui.   La Quaresima èil momento della introspezione, dell'esme di coscienza approfondito, per conoscere la nostra miseria e la misericordia di Dio, il nostro peccato e la sua grazia, la nostra povertà e la sua ricchezza, la nostra debolezza e la sua forza, la nostra stoltezza e la sua sapienza, la nostra tenebra e la sua luce, il nostro inferno e il suo regno.

 

madonna_con_bambinoCanssimi,

un nuovo anno pastorale... una nuova festa della Madonna del Rosario... si perché anche se questa festa si ripete ogni anno... è sempre nuova... per­ché l'incontro con Maria per seguire Gesù è sem­pre nuovo.

Ho letto questo articoletto che presenta in modo molto semplice, ma anche in modo molto chiaro la presenza di Maria nella vita del discepolo: "Con Maria per vivere come discepoli di Gesù". Ve lo riporto proprio in occa­sione della nostra Festa della Madonna del Rosa­rio.

Noi cattolici siamo con­sapevoli di avere, come si suole dire, un debole verso la Madre del Si­gnore. Le facciamo un posto importante nella nostra vita cristiana: è presente nella nostra fede, nella preghiera, nel culto che indirizzia­mo a Dio, nei vari atti della nostra devozione, e, possiamo aggiungere, nelle iniziative di carat­tere culturale che carat­terizzano la nostra vita sociale. Alcuni cristiani di altre confessioni defi­niscono questo compor­tamento come un difet­to, che rischerebbe di farci scadere nell'esage­razione, nell'arbitrio, se non addirittura nell'ere­sia.

 

Santo Natale



Carissimi parrocchiani tutti, cristiani praticanti e non, desidero augurarvi di cuore un Santo Natale 2008.

Perché sia un Santo Natale è necessario che tutti ci disponiamo ad accogliere Dio, il Verbo in­carnato, Gesù Bambino. Si, è vero, siamo presi dai tanti impegni di lavo­ro, di studio, di famiglia, di amicizia, siamo coinvolti in tanti preparativi per le varie feste, i vari cenoni, siamo impregnati da uno spirito consumistico che ci fa "scervellare" nella scel­ta del dono, del regalo più adatto alle persone che ci sono care, siamo pre­si dalla frenesia dell'attesa del regalo od anche del tem­po per poter fare baldoria, per vivere in allegria con gli amici o con i propri familia­ri, per scacciare via momen­taneamente le tante preoc­cupazioni del vivere quoti­diano.

Ma, è questo il Natale, è questo il Santo Natale dei cristiani?

 

 

 ... e venne un uomo chiamato Giovanni

Carissimi,

ancora una volta si avvicina la festa della Madonna del Rosario, tanto amata dalla nostra co­munità e la festa del Beato Papa Giovanni XXIII con il ricordo particolare del 50° di Elezione al Soglio Pontificio.Mi sembra giusto allora dedicare alcune righe all'aspetto mariano della persona di Papa Giovanni XXIII.La notizia della sua morte destò una grande commozione in tutto il mondo. Quel giorno, il 3 giu­gno del 1963 era triste perché una luce si spegneva per tutti: il "Papa buono" era morto. Nel suo breve ma intenso ponti­ficato, durato poco meno di cin­que anni, Giovanni XXIII era riu­scito a farsi amare dal mondo in­tero, che adesso ne piangeva sconsolatamente la perdita. Già subito dopo la sua morte, nel fervore della devozione popola­re che l'aveva già accompagnato in vita, avrebbe preso avvio il suo processo di beatificazione: un im­menso lavoro, che sarebbe durato oltre trent'anni, con l'avvicendarsi di diversi Postulatori e montagne di documenti da vagliare, prima della solenne bea­tificazione, avvenuta in piazza San Pietro il 3 set­tembre 2000, nel grande Anno Giubilare. Un even­to di grazia salutato con gioia da migliaia e migliaia di pellegrini convenuti a Roma da ogni parte del mondo e da una sterminata moltitudine di devoti in ogni angolo della terra.

 
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