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È vivo! Pietro e Giovanni corrono nel silenzio della città ancora immersa nel sonno. I mercanti tirano fuori le mercanzie per la giornata dopo il sabato di riposo. Il sole si sta alzando e inonda di luce la pietra color ocra di Gerusalemme. Tra gli stretti vicoli di Gerusalemme, pestando il selciato appena rifatto dal grande re Erode, il fiato corto, i due escono dalla città. Corrono lasciando al loro fianco la cava di pietra in disuso riutilizzata dai romani. I pali verticali, come alberi rinsecchiti, svettano in alto, aspettando nuovi condannati. Il sangue rappreso tinge di rosso il legno scuro.
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Carissimi,
la Quaresima è il tempo forte per eccellenza della conversione e del ritorno a Dio. Nella liturgia emergono continui richiami al sensocristiano del peccato, all'umile preghiera con cui se ne domanda perdono, alla carità operosa (digiuno ed elemosina) con cui si esprime la volontà di conversione.
Valorizzare questo tempo significa prendere coscienza della continua chiamata a riscoprire insieme sia la memoria del proprio Battesimo, sia il mistero della Pasqua di Cristo e della nostra Pasqua uniti a Lui. La Quaresima èil momento della introspezione, dell'esme di coscienza approfondito, per conoscere la nostra miseria e la misericordia di Dio, il nostro peccato e la sua grazia, la nostra povertà e la sua ricchezza, la nostra debolezza e la sua forza, la nostra stoltezza e la sua sapienza, la nostra tenebra e la sua luce, il nostro inferno e il suo regno.
Canssimi,
un nuovo anno pastorale... una nuova festa della Madonna del Rosario... si perché anche se questa festa si ripete ogni anno... è sempre nuova... perché l'incontro con Maria per seguire Gesù è sempre nuovo.
Ho letto questo articoletto che presenta in modo molto semplice, ma anche in modo molto chiaro la presenza di Maria nella vita del discepolo: "Con Maria per vivere come discepoli di Gesù". Ve lo riporto proprio in occasione della nostra Festa della Madonna del Rosario.
Noi cattolici siamo consapevoli di avere, come si suole dire, un debole verso la Madre del Signore. Le facciamo un posto importante nella nostra vita cristiana: è presente nella nostra fede, nella preghiera, nel culto che indirizziamo a Dio, nei vari atti della nostra devozione, e, possiamo aggiungere, nelle iniziative di carattere culturale che caratterizzano la nostra vita sociale. Alcuni cristiani di altre confessioni definiscono questo comportamento come un difetto, che rischerebbe di farci scadere nell'esagerazione, nell'arbitrio, se non addirittura nell'eresia.
Carissimi parrocchiani tutti, cristiani praticanti e non, desidero augurarvi di cuore un Santo Natale 2008.
Perché sia un Santo Natale è necessario che tutti ci disponiamo ad accogliere Dio, il Verbo incarnato, Gesù Bambino. Si, è vero, siamo presi dai tanti impegni di lavoro, di studio, di famiglia, di amicizia, siamo coinvolti in tanti preparativi per le varie feste, i vari cenoni, siamo impregnati da uno spirito consumistico che ci fa "scervellare" nella scelta del dono, del regalo più adatto alle persone che ci sono care, siamo presi dalla frenesia dell'attesa del regalo od anche del tempo per poter fare baldoria, per vivere in allegria con gli amici o con i propri familiari, per scacciare via momentaneamente le tante preoccupazioni del vivere quotidiano. Ma, è questo il Natale, è questo il Santo Natale dei cristiani?
... e venne un uomo chiamato Giovanni Carissimi, ancora una volta si avvicina la festa della Madonna del Rosario, tanto amata dalla nostra comunità e la festa del Beato Papa Giovanni XXIII con il ricordo particolare del 50° di Elezione al Soglio Pontificio.Mi sembra giusto allora dedicare alcune righe all'aspetto mariano della persona di Papa Giovanni XXIII.La notizia della sua morte destò una grande commozione in tutto il mondo. Quel giorno, il 3 giugno del 1963 era triste perché una luce si spegneva per tutti: il "Papa buono" era morto. Nel suo breve ma intenso pontificato, durato poco meno di cinque anni, Giovanni XXIII era riuscito a farsi amare dal mondo intero, che adesso ne piangeva sconsolatamente la perdita. Già subito dopo la sua morte, nel fervore della devozione popolare che l'aveva già accompagnato in vita, avrebbe preso avvio il suo processo di beatificazione: un immenso lavoro, che sarebbe durato oltre trent'anni, con l'avvicendarsi di diversi Postulatori e montagne di documenti da vagliare, prima della solenne beatificazione, avvenuta in piazza San Pietro il 3 settembre 2000, nel grande Anno Giubilare. Un evento di grazia salutato con gioia da migliaia e migliaia di pellegrini convenuti a Roma da ogni parte del mondo e da una sterminata moltitudine di devoti in ogni angolo della terra.
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