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Sante Cresime 2018

Domenica, 22 aprile 2018 alle ore 10.30, nella nostra comunità parrocchiale si sono celebrate le Sante Cresime per sedici nostri/e ragazzi/e; presente per amministrare il sacramento don Gustavo Bergamelli, delegato di S. E. Mons. Francesco Beschi, vescovo della nostra diocesi bergamasca.

Elia, Davide, Andrea, Andrea, Silvia, Giada, Matteo, Anna, Giulia, Sofia, Giulia, Luca, Miriam, Asia, Elena, Maria sono stati confermati nella fede per opera dello Spirito Santo che ha effuso su di loro l’abbondanza dei suoi doni, in particolare i suoi sette doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, cresima 2018scienza, pietà e timor di Dio.

I nostri ragazzi sono perciò divenuti, sacramentalmente e quindi realmente, adulti nella fede, autentici, coraggiosi e gioiosi testimoni del Cristo Risorto. Certo, nulla di magico è avvenuto! Il sacramento della Cresima non ci rende “altri Cristi” senza la nostra partecipazione, il nostro impegno, il nostro convinto coinvolgimento nella fede, ma richiede attiva e vigilante collaborazione all’opera di Gesù nella sua Chiesa. Per questo ai ragazzi è stata spesso ripetuta la frase di sant’Agostino, che recita: “Dio che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te!”; ciò per sottolineare loro che, per quanto l’iniziativa è sempre di Dio che ci ha donato la vita gratuitamente anche se non ne abbiamo fatto richiesta, senza il nostro lavoro quotidiano di testimonianza a nulla varrebbero i doni che Egli ci ha gratuitamente elargito.

I doni dello Spirito Santo sono reali, ma potenziali: se il terreno del nostro cuore non li accoglie, difficilmente potranno germogliare e portare frutto. Dio è rispettoso della nostra libertà! Possiamo aderire alla sua volontà o respingerlo, ma Egli sarà sempre dinanzi a noi e mai si stancherà di donarci Sé stesso, anche se noi siamo recalcitranti al suo Progetto.

I ragazzi hanno avuto sempre presente la frase lapidaria che Gesù rivolse ai suoi discepoli, quando osarono contestargli le sue eccessive richieste nel cammino (e molti si allontanarono da Lui): “Volete andarvene anche voi?”.

Questa è la libertà cristiana! Non c’è fede là dove sussiste la costrizione!
Per questi motivi, duranti gli anni di preparazione, nel corso degli incontri di catechismo, in particolare l’ultimo anno, i ragazzi sono stati invitati a riflettere e a meditare sul grande Progetto di salvezza che Dio ha preparato a favore dell’umanità. Leggendo i passi biblici relativi ai personaggi della storia salvifica, ovvero conoscendo da vicino Abramo, Mosè, Davide, i profeti, Maria, gli Apostoli, san Paolo e soprattutto Gesù Cristo, si sono resi conto (almeno così speriamo!) che Dio ci interpella personalmente e ci chiede una risposta libera, ma consapevole e responsabile; sì, perché non esiste libertà senza responsabilità, specie nella fede, ma anche nella vita di tutti i giorni! Hanno potuto toccare con mano, grazie alla testimonianza dei primi martiri cristiani, dei Santi della Chiesa anche attuali, che essere cristiani è una scelta difficile, impegnativa, che ci porta spesso contro corrente se si vuole promuovere l’umanità in un mondo dove viene calpestata la dignità umana. Ha espresso bene ciò San Paolo, quando affermava: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto!” (Rm 12, 2); questo, tuttavia, non deve indurre allo scoraggiamento! I ragazzi sono stati aiutati a interiorizzare la forza che Dio ha infuso loro coi sette doni! Sette come pienezza, come perfezione, come coinvolgimento totale! In questo cammino nessuno è solo: Dio, in Gesù Cristo, è con noi e ci rende capaci di fare cose grandi, come aveva promesso. Per questo essere cristiani è soprattutto fonte di gioia; non la gioia banalmente emotiva che propone il mondo, ma la serenità d’animo che solo la fede può darci, a fronte di qualunque croce da portare!
Nel giorno del ritiro alla preparazione i ragazzi hanno riflettuto su due brani biblici legati alla responsabilità della “scelta” che andavano affrontando:
- La parabola dei talenti: attraverso di essa si sono resi conto che ciascuno di noi è più o meno ricco di doni, di qualità, di capacità, di virtù che ha ricevuto da Dio senza alcun merito; non è importante stabilire quanti doni abbiamo, bensì è fondamentale decidere come investirli, come spenderli, come farli fruttificare. La strada che Gesù propone con la parabola è quella della condivisione, del servizio al prossimo attraverso i propri talenti.

- L’Inno alla Carità di san Paolo: con questa bellissima pericope lirica i ragazzi si sono resi conto che, nell’essere autentici testimoni, la differenza non la fa la quantità o la grandezza delle nostre azioni, ma l’Amore dello Spirito (= Carità) con cui le realizziamo; anche le azioni più banali e più insignificanti, se attuate con Amore cristiano, sono eccellenti agli occhi di Dio ed efficaci per la salvezza degli uomini!
Al termine della celebrazione la nostra comunità ha donato agli ormai cresimati un lume, personalizzato, e un rotolo che riporta il Messaggio ai Giovani del Concilio Vaticano II: è l’augurio che Ossanesga ha voluto fare ai nuovi testimoni di Cristo. Da un lato, col lume, li ha invitati a essere sempre fedeli al proprio Battesimo e coerenti alla fede che hanno ricevuto; dall’altro, col messaggio, li ha spronati a essere gioiosi e coraggiosi collaboratori del Progetto di Dio, mettendosi in gioco personalmente, senza aver paura di essere profeti controcorrente!
Come da anni ormai accade, possiamo prevedere che anche questi nostri ragazzi, nell’immediato futuro, spariranno dalla circolazione e non li vedremo probabilmente più bazzicare nella nostra parrocchia. È purtroppo la situazione dei giovani in tutto il mondo opulento occidentale.

Che sia questo un segno dei tempi? Che sia ciò un esplicito rimprovero che il Signore sta rivolgendo a noi adulti che abbiamo perso l’entusiasmo nella fede e la volontà di testimoniare i valori cristiani?

È forse ora di cambiare prospettiva! Noi adulti, invece di attenderci chissà che cosa dal mondo giovanile, dovremmo rimetterci in discussione su come stiamo vivendo il Vangelo nelle realtà in cui viviamo (famiglia, lavoro, politica, sport); dovremmo tornare a sederci sui banchi di scuola dell’unico vero Maestro: Gesù, affinché riscopriamo dentro di noi l’Amore che Egli ci ha donato e lo testimoniamo con la vita! Soltanto allora i giovani, probabilmente, torneranno a seguirci, per seguire Lui, la fonte di ogni Gioia!

Luigi