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13-07-2020

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Pasqua 2018

APPASSIONATI ALL’ORATORIO

La vita della comunità parrocchiale, dopo i lunghi e festosi giorni del 150° della nostra Chiesa, ha ripreso la sua “quotidianità” e addirittura siamo già nel clima di Pasqua. Il 150° ci ha aperto orizzonti interessanti sul nostro essere chiesa in Ossanesga e tra questi è emerso preponderante, in molti parrocchiani, il tema dell’Oratorio.

LOGO ORATORIO Lo scorso maggio 2017 si sono conclusi i lavori esterni del cortile e si sono abbelliti e puliti gli spazi, si sono messe in sicurezza diverse situazioni.

Agli occhi di molti, gli spazi esterni sono migliorati, ma questi lavori non sono stati eseguiti su un monumento, ma sviluppati per rendere più abitabile una realtà fondamentale del nostro essere chiesa, l’Oratorio.
Nel Consiglio Pastorale ci siamo domandati se fosse sufficiente un intervento del genere e concordemente, ci siamo resi conto, che occorre un secondo passo: far vivere/rivivere l’Oratorio incominciando a scoprire, conoscere, approfondire quale tipo di identità debba avere un oratorio all’interno della comunità.
Questo è il passaggio che inizialmente vogliamo muovere: un primo biennio (2018/19) per scoprire quali sono le linee educative/pastorali che può avere un oratorio!
Che bella sfida ad Ossanesga, qualcuno provocatoriamente mi confida; altri ancora non ci scommettono un centesimo; altri ancora scrutano orizzonti possibili e vitali nel contesto contemporaneo.
Già: molti di noi, generazione più matura, ha bellissimi ricordi, esperienze, incontri, stili di vita conosciuti e imparati nella Parrocchia e nell’Oratorio. Tutto e tutti ruotavano attorno alla Parrocchia (“La Fontana del Villaggio”), oggi l’immagine più vera è il “mercato”: siamo chiamati a districarci in un “mercato di bancarelle”.

Decenni fa, la vita era scandita da un’unica appartenenza, ora scandita da molteplici appartenenze e non si parla ovviamente solo delle giovani generazioni.

Viviamo in un mondo dove tutto è sfuggente, superabile, provvisorio, momentaneo, umorale. Per rendere l’idea, penso all’immagine delle tariffe telefoniche dei cellulari: si scelgono secondo l’utilità e il vantaggio; così avviene per la vita, si sceglie oggi per utilità e vantaggi…ma la vita non è una tariffa telefonica!!!
La vita, sembra, un grande “centro commerciale”: ci troviamo di tutto, ci buttiamo a capofitto, lo facciamo diventare “casa”, pensiamo di socializzare (si raduna tanta gente), ma è casa commerciale, di cose esteriori e facciata, rapporti umani clientelistici, si guarda al proprio uso e consumo, tutto luccica…ma ci si sfiora!!!
Immersi, dunque, in questa realtà, ci si domanda: ha senso parlare di un luogo diverso, uno spazio alternativo, rapporti umani credibili su altre basi e fondamenta?
Dobbiamo senz’altro chiarire le idee sul tema dell’educazione e sulle relazioni e porci serie e profonde valutazioni.
Rimangono, ad esempio, aperte molte piste: valutare che cosa significa educare in questo contesto; conoscere i nostri ragazzi e adolescenti e decifrare i loro spazi e le loro appartenenze; capire le identità e le esigenze della nostre famiglie; giocare sulla credibilità del nostro oratorio e la sua capacità di essere “luogo educativo”.
Si spalancano nella mente e nel cuore domande aperte: quali sono le scelte giuste? Quali risposte corrette a cui tendere in un clima così disgregato e disgregante? Ci sono concordanze sui valori a cui educare? Ci sono priorità? E’ possibile lavorare in rete e convergere? Ci sono modelli, possibilmente applicabili e concreti?
Quante domande Oddio? Che mal di testa!!!
La nostra e lunga consolidata tradizione educativa, ci richiama che tutt’ora sono in atto investimenti e processi educativi, ma per quanto riguarda il nostro contesto ecclesiale, dobbiamo capire e maturare la consapevolezza che “educare” è una realtà che riguarda tutta la comunità. Illuminante è la bella definizione del Cardinal Martini che così si esprimeva nelle direttive per gli oratori a Milano:
“L’Oratorio è una comunità che educa all’interpretazione fede e vita, grazie al servizio di una comunità di educatori in comunione di responsabilità con tutti gli adulti”
IMG 20181105 WA0003Voglio dunque spronare la comunità, ad orientarsi verso questo panorama imparando a crescere, come sempre, alla scuola del Vangelo, per essere una comunità evangelizzante ed educante. Evangelizzazione ed educazione in senso ampio e largo, come pensava e realizzava San Giovanni Bosco: il suo oratorio, infatti, è una “mescolanza” di preghiere, sacramenti, catechesi, formazione, cultura, istruzione, giochi, feste, passeggiate.

Era un oratorio attrattivo per tutti e tutti si sentivano a casa, anche i più monelli e furfanti.
Naturalmente, ogni epoca, ha le sue caratteristiche, ogni stagione i suoi colori, ogni casa il suo stile e il suo metodo e quindi tutto deve essere incarnato e contestualizzato…anche ad Ossanesga!
Auspico, come prima attitudine comunitaria da vivere in Oratorio la PASSIONE! La passione per l’Oratorio diventi uno status permanente di ogni parrocchiano, forzando la tastiera chiedo che diventi un programma di vita!
Ecco allora lo slogan di questi anni ad Ossanesga: “Appassionati all’Oratorio” con un duplice significato e intento.
1) Uomini e donne, papà e mamme, educatori ed animatori che sono appassionati all’Oratorio con le sue finalità e proposte. Già ci sono, tra noi, persone appassionate al Vangelo, appassionate alla Chiesa, appassionate d’umanità.

Continuiamo questa bella vocazione! Parlo di “vocazione” perché stare al servizio di Dio non è uno status part time della persona, ma deve diventare realtà permanente, condizione di vita ed espressione di scelte idonee e chiare al proprio credo.

Continuiamo questa passione, a metterci tanta passione a qualsiasi cosa e incontro, incrementare un carattere animato e accompagnato da ardore, desiderio e sana propensione al bene. Invito tutti i collaboratori e i volontari parrocchiali a non far mancare questa attitudine del cuore, a rafforzare l’impegno di donarsi e ad avere uno sguardo attento alle famiglie e alle giovani generazioni.

2) L’intento programmatico, assume un’ulteriore accezione e orientamento: se cambiamo l’accento alla parola “appassionàti”, scopriamo anche un auspicio e una promessa, una carica e un crescendo.

Don Bosco, pian piano con il suo stile e presenza ha avuto un crescendo di entusiasmo, di interesse e presenza. Come sarebbe bello che questo avvenisse anche nel nostro paese: è come se una voce dal cuore ci dicesse: “dai su” appassionàti all’Oratorio; “dai su” interessàti e lanciati in Oratorio; “dai su” metti al servizio di tutti le tue idee e pensieri, le tue qualità e doni, tempo e ore! Entusiasmati! Emozionati! Lasciati attrarre e attrai! Se una realtà è bella è perché tutti la sentono propria e ci mettono l’animo e l’anima!!!

Don Bosco è stato il Santo del Sogno, Dio lo aveva benedetto anche in questo e quindi potremmo azzardare che è il “Patrono dei Sogni”. A lui affidiamo e consegniamo il nostro “piccolo/grande sogno” e ci aiuti tutti nell’educazione umana e civile, cristiana ed evangelica.
Ad Ossanesga, in noi adulti e nelle giovani generazioni, ci si propenda e elevi verso un’attenta cura di questi nobili valori e si viva in un ambiente sano e pulito; cresca una comunità adulta e giovanile che in Oratorio ritrova sì il Centro: il centro del loro interesse, coinvolgimento e partecipazione!!!
Don Bosco scrive che “una casa senza musica è come un corpo senz’anima” e allora auguro a tutti di entrare sempre in parrocchia e oratorio con il corpo, ma soprattutto con l’anima!!!
Buona Pasqua


Don Carlo