13 Giugno 2024
Parola del Parroco

Ciao Ossanesga

Carissimi parrocchiani di Ossanesga, in questa edizione estiva del bollettino parrocchiale “Arcobaleno”, vi raggiungo, scrivendo l’ultimo articolo da Parroco di Ossanesga.

Allo sbocciare della primavera scorsa, il Vescovo Francesco, mi ha convocato in Curia per comunicarmi la sua intenzione di affidarmi una nuova parrocchia e mi chiedeva un cambio e quindi “chiudere” il mio servizio sacerdotale con voi. Non è stata una notizia improvvisa, perché ero a conoscenza che il mio novennio ad Ossanesga stava per giungere al termine, ma vi confesso che con grande commozione ho ascoltato la proposta del Vescovo e dopo un paio di giorni di riflessione gli ho comunicato di accettare la nuova destinazione quale parroco di Credaro.

Don Carlo CacciaDurante quel periodo, in attesa di comunicarvi la nuova nomina, ho vissuto giorni intensi di attesa, tensione e silenzio ed è stato un tempo un po’ tutto mio e un tempo di preghiera e un tempo di ricordi a ritroso di quello che è stato la mia vita sacerdotale da Calcinate ad Ossanesga: 34 lunghi anni, ma anni “veloci” e che hanno riempito e fatto crescere tutta la mia vita.

Il Vescovo mi ha chiesto di aprire una nuova pagina e ora come ora, mi trovo davanti a tante pagine bianche tutte da scrivere, confidando pienamente nella mano fiduciosa di Dio, capace di scrivere prima e meglio di ogni nostra “penna”; nuove pagine, auspicando salute e pace, per scrivere a mia volta, rinnovate volontà ed emozioni, nonché nuovi propositi e progetti.

Consegno tutto me stesso, il mio presente e il mio futuro alle mani di Dio e nel tempo presente ci tengo a salutare e ringraziare la comunità cristiana di Ossanesga.

Caratterialmente non sono super espansivo e strabordante nella comunicazione e nell’esposizione di me stesso, ma sinceramente indirizzo a tutti e a ciascuno in particolare, il mio saluto e il mio ringraziamento.

 

Cosa ricordare e mantenere nel cuore?

Le sincere relazioni umane e pastorali con laiche e laici attenti, generosi e comprensivi. Ho trovato parrocchiani di alto livello religioso e morale, culturale e sociale e per me è stato un conforto e un grosso stimolo. A loro, per quello che mi hanno insegnato e testimoniato, solo grazie e grazie infinite.

Manterrò vivo il ricordo della faticosa e talvolta incompresa volontà di “crescita comunitaria” nella comunione e nell’unità quale distintivo del nostro essere parrocchia. Dalla mia angolazione e prospettiva ho colto da subito lo scollamento e la disomogeneità delle scelte comunitarie precedenti, l’invadenza dei personalismi, il soggettivismo dei gruppi. Un cammino in salita che, pian piano, si è addolcito anche se non sono stato in grado di portarvi al traguardo; ma tanti, in mezzo a voi, sono orientati in questa direzione e quindi vi auguro ancora un buon cammino in tal senso. La seminagione è avvenuta, c’è ancora tanto da fare, ma essere una comunità di comunione è possibile anche in Ossanesga.

Non dimenticherò le belle e ordinate celebrazioni liturgiche nelle feste e nelle ricorrenze più significative della Chiesa e della parrocchia: abbiamo pregato insieme e talvolta anche in gruppi piccoli e talvolta in pochi, ma ognuno è cresciuto e ha mantenuto vivo il suo rapporto interiore con Dio Padre. Non dimenticherò i bambini che hanno ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana e le sorelle e fratelli defunti che ho benedetto nella loro morte.

I cammini formativi della catechesi e in modo particolare l’avvio della Catechesi aperta alle famiglie e ai genitori dei nostri ragazzi; Il futuro di una religiosità popolare e responsabile può crescere nella misura in cui ci indirizziamo agli adulti e se li accostiamo con delicatezza e tatto, facendo emergere in loro le risorse spirituali che spesso “dormono” dentro noi.

Le feste e le iniziative in Oratorio rimangono senza dubbio piacevoli ricordi e non rinnego, tra le altre, la scelta di aver trasformato il Palio in festa dell’Oratorio. Sono stato davanti a scelte talvolta incomprese e se pur ottime, non accompagnate da una sensibilità educativa e sono cosciente che tanto si poteva fare e dare di più nella realtà oratoriana; mantengo il rammarico di non aver dato quell’impulso maggiore che coltivavo nel cuore e che non sono riuscito ad ottimizzare, ma potenzialità ce ne sono e quindi auguro ai volontari dell’Oratorio concreti investimenti progettuali e nuovo vigore.

 

La vita di un sacerdote è piena e complessa, bella e coinvolgente e lascio Ossanesga più maturo e certamente più vecchio, ma questa parrocchia è stata una nuova e imprevedibile, se pur faticosa, scuola di vita umana e sacerdotale.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno voluto bene e mi hanno confortato nei momenti di delusione e stanchezza e tutti coloro che hanno rallegrato e rasserenato tante mie belle giornate.

Saluto tutti indistintamente e anche coloro che non ho soddisfatto, coloro che non hanno trovato sponde, coloro che non si sono rispecchiati e confortati dalle reciproche vedute e desideri, ma lascio il paese sereno e in pace con tutti.

Ritornerò tra voi quando verrò invitato dai sacerdoti e senza intralciare ne loro ne voi, ma se pur lontano, vi accompagnerò con la mia preghiera e la mia vicinanza nei momenti belli e tristi della comunità, delle famiglie e delle singole persone.

Concludo con l’ultimo e programmatico “slogan” che abbiamo presentato in comunità: “Servire…come Dio comanda!”: possa diventare augurio per me e per tutti voi.

Manteniamoci vivi e uniti tra noi nel servizio a Dio e alla chiesa.

Tanti e tanti auguri Ossanesga perché tu possa essere al servizio di Dio come vuole e ci ha insegnato suo Figlio Gesù!

Ciao Ossanesga e prega per me. Con affetto.

Don Carlo

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