17 Giugno 2026
Chiesa Italiana

Luoghi liturgici: La Sede

I LUOGHI LITURGICI: LA SEDE

La Liturgia è fonte e culmine della vita della Chiesa e dunque anche di tutte le Comunità parrocchiali. I legami comunitari, infatti, non sono semplicemente formati dalle simpatie tra le persone che compongono la comunità, ma dalla Presenza del Signore e dalla sua Opera a favore della nostra gioia di vivere, a cui sempre la liturgia ci rimanda e rende a noi attuale. Anche le azioni pastorali delle Comunità parrocchiali trovano nella Liturgia la sua fonte e il suo compimento. Queste, infatti, non sono semplicemente una mera animazione paesana, ma chiamano in gioco la testimonianza della fede della Comunità formata dalla Liturgia.

La Liturgia, fatta dalla Chiesa animata dallo Spirito Santo, si dà nei suoi riti e nei luoghi che la caratterizzano. Per questo motivo , ultimamente, sul notiziario parrocchiale sto offrendo una breve riflessione sui luoghi della Liturgia.

L’occasione mi è stata data dal rinnovamento di questi luoghi che ho messo in campo nell’anno trascorso, per renderli più significativi dal punto di vista simbolico.  Ma anche dal fatto che è più che mai evidente la lateralità della Liturgia alla vita della nostra Comunità parrocchiale e alle sue azioni. Questo articolo allora mi dà la possibilità di ridire anche il senso della Liturgia e di motivare le scelte fatte sui luoghi liturgici che, ci tengo a sottolineare, ho compiuto con il minimo della spesa.

Nei bollettini precedenti, ho preso in considerazione il luogo liturgico del Battistero e quello dell’Ambone. In questo numero considero quello della Sede del prete che presiede la Liturgia. Anche questo è un luogo liturgico e non solo una comune sedia o scranno. Sentite cosa dice al riguardo il n° 255 del Direttorio liturgico pastorale della nostra Diocesi.

La sede è il luogo liturgico che esprime il ministero della presidenza: colui che pre­siede infatti, esercita un ufficio in persona di Cristo, capo e pastore, e nella persona della Chiesa. Per tale ragione la sede abbia le se­guenti caratteristiche:

– sia collocata in modo da essere rivolta al po­polo, ben visibile da tutti e in diretta comu­nicazione con l’assemblea;

– sia collocata nel presbiterio, senza sovrap­porsi al tabernacolo, se questi si trova in po­sizione centrale dietro l’altare;

– sia unica, ossia vi sia un solo luogo deputato alla presidenza, distinguendo perciò la sede del presidente dalle altre sedi dei sacerdoti concelebranti, dei diaconi o dei ministri;

– non abbia forma di trono affinché non venga frainteso il servizio liturgico della presiden­za;

– se di nuova costruzione, sia benedetta prima di essere destinata all’uso liturgico, secondo quanto previsto dal Benedizionale.

Dunque, la sede ha la sua importanza simbolica perché rimanda al ministero (al servizio) di chi presiede l’Eucarestia nel nome di Cristo e della Chiesa. Per questo motivo ho sentito l’esigenza di dare alla sede la forma di una coda di rondine( il richiamo del cielo dove è assiso Cristo e al suo Spirito che aleggia su tutta la creazione) e di decorarla col bianco che rimanda al Signore Risorto dai morti. Inoltre ho fatto decorare anche la croce del Signore nostro che ha un’anima di rosso, segno del suo amore sino alla fine per noi e per il nostro riscatto dalla finzione del peccato.

Poi ho avvicinato la sede all’assemblea perché in precedenza, oltre a non avere rilevanza simbolica, si vedeva a mala pena, era troppo distante dall’assemblea ed era quasi appiccicata al tabernacolo, dando una sensazione a chi presiedeva di dominio sull’assemblea. Infine, c’è dell’oro che avvolge la croce e promana dalla croce stessa, perché l’amore di Cristo rende preziose tutte le cose. Anche questo luogo liturgico, allora, ci renda capaci di entrare sempre più nella celebrazione del mistero di Cristo e del suo amore per noi che sempre si dà nella Liturgia.